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relazioni pubbliche, social marketing, Web

I 7 giorni del Community manager

In principio c’era un Brand. Parlava molto di sé (ma non ascoltava). I suoi erano monologhi (non dialoghi). Tutto andava bene, era il pavone e veniva adorato. Finchè un giorno tutto cambiò e le persone smisero di credergli…

Fu allora che incontrò il Community manager, un personaggio davvero strano: si presentò così, senza giacca e cravatta, con una tavoletta magica in mano. Il CM gli propose di guidarlo verso la luce. Gli mostrò una grande piazza virtuale, dove le persone si incontravano, parlavano, scambiavano opinioni e condividevano interessi. “Partecipa a questa conversazione”, gli suggerì, “come uno di loro: con lo stesso linguaggio, con la stessa trasparenza, con la stessa freschezza. E ascolta: capirai cosa davvero vogliono da te!”.

Il Brand era diffidente, sapeva che avrebbe dovuto abbandonare tutto ciò in cui aveva creduto in passato. Ma l’esperienza gli suggeriva anche che era necessario rischiare, percorrere strade nuove.

“In 7 giorno creerò la tua comunità” gli disse il CM. Così tutto ebbe inizio…

Lunedì

Il CM aveva le chiavi di tanti regni, poteva spalancare le porte di tutti ma sapeva che non era la quantità a contare: era necessario separare la luce dalle tenebre, scegliendo quelli che potevano dare realmente dare valore al suo Brand. Ne scelse 3 e ad ognuno attribuì una funzione diversa:

- nel primo parlerò con la moltitudine perché voglio raggiungere tutti, condividere e raccontare la storia del Brand

- il secondo mi serve per dare un servizio al mio pubblico: sarò lì per rispondere a tutte le loro domande e ci sarò sempre, per prendermi cura di loro

- con il terzo voglio raggiungere un pubblico specifico, sono gli eletti che hanno il potere di influenzare tutti gli altri. Qui non dirò tutto, offrirò loro contenuti selezionati, imparerò la loro lingua per diventare uno di loro. E mi capiranno e parleranno bene di me.

E fu sera e fu mattina.

Martedì

“Abbiamo accesso al regno e aperto la porta di casa: ora rendiamola splendida.” Fu così che il CM rispolverò le sue attitudini creative e pensò come rendere queste dimore accoglienti, ma soprattutto sapeva che avrebbero dovuto rispecchiare fedelmente l’anima del Brand. Si avvalse allora di aiutanti speciali e li scelse bene, perché dovevano essere in grado di dare corpo a ciò che immaginava.

E tutto si riempì di messaggi, forme e colore.

Mercoledì

Queste case presto si sarebbero riempite di persone curiose. Una volta comparse sulle porta, avrebbero sbirciato dentro e sarebbero entrate, perché splendevano ed erano accoglienti. Ma il CM, che era saggio e lungimirante, sapeva che non sarebbe bastato. Non voleva una visita di passaggio, voleva che queste persone tornassero il giorno dopo e quello dopo ancora.

Avrebbe raccontato loro qualcosa di bello, qualcosa che avessero davvero voglia di ascoltare, per poi ascoltare la loro opinione. Una storia da narrare giorno per giorno, un appuntamento fisso davanti al fuoco, nel tappeto di casa. Fu così che il CM inventò la trama di questa storia.

E vide che la cosa era buona.

Giovedì

Non si invita un ospite a casa senza offrirgli qualcosa. Il CM sapeva che era essenziale fargli capire una cosa importante: non ti ospito qui per venderti qualcosa, non troverai cartelloni pubblicitari e ticket all’uscita. Troverai qualcosa che ti appassiona, troverai calore e rispetto. E te lo dimostrerò da subito.

Il CM confezionò per i suoi ospiti un regalo di benvenuto. Questo era un grazie, per il solo fatto di aver concesso la loro fiducia.

E tutto trovava un senso.

Venerdì

Le case erano pronte, il Brand le visitò, era contento e diede la sua approvazione. Ma non bastava. Il CM sancì con lui un sodalizio, un patto d’acciaio che li legava a doppio filo: sarebbe stato la sua ombra, depositario di tutti i segreti, a conoscenza di tutte le informazioni sul suo mondo. Perché sapeva che per essere credibile, questa storia doveva essere condivisa, ma soprattutto autentica.

E così avvenne.

Sabato

Il sesto giorno il CM aprì le porte al pubblico. E lo disse al mondo, sparse la voce, passò parola. Tutti dovevano sapere che c’era una nuova storia da raccontare loro! E che qualcuno li aspettava per sapere il loro parere.

E fece gli onori di casa, da bravo custode. Era l’inizio di un percorso, la nascita della community. Chi lo sa come sarebbe evoluta…magari gli ospiti stessi sarebbero diventati co-creatori di contenuti (perché no?), l’importante era accoglierli, parlarci e concedere loro quello spazio che fino ad allora non avevano avuto.

Il CM vide quanto aveva fatto e ne fu orgoglioso.

Domenica

Il settimo giorno, finalmente, il CM si riposò.

Finchè un cinguettìo lo svegliò brutalmente. Cosa credevate? Il CM è always-on. Ma questa è un’altra storia…

[Potrebbe interessarti anche questo post: Il Community manager: poco geek, per niente nerd, very cool?]

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Informazioni su Francesca Valente

Social Media Manager

Discussione

10 pensieri su “I 7 giorni del Community manager

  1. Cara Francesca,
    questo tuo post è molto bello. Potrebbe essere il manifesto di tutti coloro che fanno comunicazione 2.0. Da buon “Evangelista” diffonderò il tuo verbo perché è cosa buona e giusta.

    Inoltre, farà capire ai “gentili”, cioè i nostri potenziali clienti, cosa davvero possiamo fare per loro.

    Pubblicato da Federico Chigbuh Gasparini | 1 aprile 2012, 18:20
  2. Come no…abbi fede ;) Grazie e a presto!

    Pubblicato da Francesca Valente | 1 aprile 2012, 20:19
  3. Fresco e divertente al punto giusto! Brava… ;-)

    Pubblicato da Macs | 2 aprile 2012, 10:34
  4. Bellissimo post. Complimenti Francesca. Anch’io diffonderò il tuo verbo :)

    Pubblicato da Pinterestitaly | 2 aprile 2012, 14:02
  5. Potere allo share!! Grazie mille. Non ci hai neanche detto il tuo nome però ;)

    Pubblicato da Francesca Valente | 2 aprile 2012, 14:09
  6. Fantastica Francesca!! Mi hai divertito molto e ho seguito il tuo post fino in fondo con curiosità! Complimenti

    Pubblicato da elisabetta | 2 aprile 2012, 14:13
  7. Solo una parola: brillante! Provvedo subito a diffonderlo, un post troppo intelligente per tenerlo tutto per se’. Certo, un CM troppo “divino” per sembrare vero…
    Lucia

    Pubblicato da Lucia | 2 aprile 2012, 17:14
  8. brava farò girare il tuo racconto. Può diventare un decalogo per la comunicazione con gli strumenti di 2.0

    Pubblicato da insardegna | 3 aprile 2012, 11:51
  9. @elisabetta @lucia @insardegna Grazie anche a voi! Lo storytelling funziona vedo. Tutto, se narrato come una storia, acquista un altro sapore…

    Pubblicato da Francesca Valente | 3 aprile 2012, 12:52
  10. Non costruite case pieni di specchi, ma di finestre :) Vi suggerisco questo sito http://www.storytellinglab.org dove si parla di storytelling.

    Pubblicato da Francesca Valente | 10 aprile 2012, 13:33

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